Oreste
Peppe Cassese
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Che bruci dentro il fuoco la mia gente
la cenere ricopra il suo passato
la vita che il mio avo ha contagiato
sia il frutto di quel seme irriverente.
Che il tempo sia la guida incongruente
foriera del più orrido peccato
che ha visto il nostro grido inascoltato
ai piedi degli dei esemplarmente.
Che piangano infelici i dì perduti
ad affidare ai letti sogni muti
bagnati con il sangue e la vendetta.
La nemesi sovrana qui li aspetta
per cancellare il volto l’ora e il giorno
nel dare a corpi e ad alme il non ritorno.
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Peppe Cassese
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