103 lettori online · 362.837 poesie · 7.971 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Pagina personale giovannighione.clubscrivere.it — spazio del socio sostenitore
Home Poesie Dialettali
Dialettali 22 novembre 2016 · lettura 2 min · 1423 letture

Camalla camalla

Giovanni Ghione 496 poesie pubblicate
+ Segui
A corba che a balla sciù pe o sentè tra‘n’a fascia e ‘n’atra a- o pösâ di pè un parmo de cian con mûage de prïa pe orti a cavâ pe un po’ de verdûa i çexi che avansan tra e fasce e rive creuvan pe sempre chi l’ha faeto pe vive o l’è un passôu de früta e verdûa quando pe o mercôu o rendeiva a vitta dûa ôa gh’è tutto a- o centro commerciale e foscia sgreiâ o l’è normale gh’è staeto sacrifissio pe un parmo de cian pe aspetâ i früti pe cöxe o pan camalla camalla pe quello sentè ‘na corba che a balla inta mae identitè. Traduzione: Trasporto sulla spalla La cesta che dondola su per il sentiero tra un terrapieno e l’altro all’incedere dei piedi un palmo di piano con muri di pietra negli orti a zappare per un poco di verdura i rovi che avanzano tra i terrapieni collinari coprono per sempre il lavoro fatto per vivere è un passato di frutta e verdura quando per portare i frutti al mercato la vita del contadino era dura ora c’è tutto al centro commerciale e forse sprecare è normale c’è stato sacrificio per conquistare un palmo di piano per attendere i frutti per cuocere il pane trasportata sulla spalla per quel sentiero una cesta che dondola nella mia identità
♥ 2 💬 10
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Camalla: nella lingua genovese = facchinaggio o trasporto sulla spalla etimologia: nella lingua araba = Hammêl; nella lingua turca = Kamal

L'autore
Giovanni Ghione

Scrivere Poesia è aggiungere realtà alla fantasia, è un rifugio di parole che escono dalla mente, dal cuore, è un donar pensieri dall'oggi, al domani, a ieri. Per me dall'adolescenza apprendista artigiano della parola è come ritornare a scuola per acquisire nuova conoscenza libera da ogni interferenza. L'importanza d

Tutte le opere →

La bacheca della poesia

Le sensazioni lasciate dai lettori.


!!! (Antonella B antoequi)

Commenti (10)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Patrizia Ensoli22 novembre 2016

Ho provato a leggerla in dialetto ma niente! Non è per me il genovese ... mentre la traduzione compresa benissimo e condivisa ... Nella mia terra contadina, qualcosa sopravvive ancora di quegli odori fragranze e rispetto! Bella evocazione di un tempo quasi scaduto!

Sara Acireale22 novembre 2016

È il ricordo del passato questo ben descritto dall'autore. Una volta si faceva fatica per ricavare dalla terra frutta e verdura, per fare un buon pane croccante nel forno di casa. Oggi si compra tutto al centro commerciale, il consumismo è diventato sfrenato. Con amarezza il Poeta è costretto a scrivere che "forse oggi il consumismo è diventato una cosa normale".

Alberto De Matteis22 novembre 2016

Bei ricordi di tempi passati, quando nulla si sprecava di quello che la Madre Terra ofriva. Ed ora, quanta tristezza!

Anna Di Principe22 novembre 2016

Tempi che si ricordano con nostalgia ...oggigiorno il consumismo ha non solo eliminato il ciclo vitale dei prodotti della terra, ma ognuno di noi ha perso il piacere di fare acquisti direttamente dal contadino ...ora non si conoscono i produttori né la provenienza di ciò che si ha sulle tavole. Il bravo Poeta ha trattato un tema interessante, oggetto di molti dibattiti ...complimenti anche per il vernacolo .Opera apprezzatissima!

Giuseppe Vullo22 novembre 2016

zappare a mani nude, strappare terra brulla alla terra, tutto senza la tecnologia ed i mezzi di oggi, sudore e sangue per un pezzo di pane. Da noi il contadino lavorava per i ricchi proprietari agrari, di solito i baroni e padroni di tutto. Bellissima in dialetto genovese. apprezzata s

Merlino22 novembre 2016

uno splendido esempio di 'racconto' di una civiltà contadina che ha dato i natali al nostro paese, una struttura forte che ha saputo fondare sull'economia reale la ricchezza di un paese che ora annaspa per un economia che vende 'carta straccia'. Un testo davvero forte, il dialetto poi, mi incanta

carla composto23 novembre 2016

un ricordo lontano che il poeta ci riporta alla memoria molto bella ancor di più in un stupendo dialetto che io amo... elogio sincero al poeta

Pagu23 novembre 2016

Tra passato e presente, riflessioni profonde di come eravamo e di come siamo oggi assolutamente esatte. Il poeta descrive momenti di vita che sembrano lontano mille anni, eppure... Un lavoro molto apprezzato.

Giacomo Scimonelli24 novembre 2016

Ricordi ancora vivi di un passato dove il consumismo era lontano anni luce... il lavoro nei campi era faticoso ma anche gioioso perché ciò che si coltivava con pazienza e speranza serviva per andare avanti... oggi si ha tutto a portata di mano e capita sovente di gettare il superfluo... dei versi efficaci e gradevolissima la Poesia un forma dialettale... musicalità ed armonia in ogni verso... complimenti al bravo Autore...

Angela Schembri24 novembre 2016

Una lirica in vernacolo che rafforza ancor di più tutto ciò che sa di ligure come il lavoro antico vecchia maniera. Quanta fatica e quanto sudore per il contadino, su e giù per i terrazzamenti coltivati ad orto a raccogliere verdura con mani callose e nere di terra e poi trasportarla a spalla dentro ceste. Oggi lontanamente si capisce quanto si viveva di stenti, la genuinità ha perso valore a scapito del gusto, della soddisfazione di quando si riusciva ad avere qualche lira per sfamare la famiglia. Molto bella, vera ed apprezzata. Complimenti