Ippolito
Peppe Cassese
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Tradito da una donna e da una dea
Artemide il mio cielo illuminava
tra selve e monti il guardo si librava
attratto dalla luna e la marea.
Scacciato dal re padre la nomea
dell’essere brutale mi dannava
per Fedra che col giuro assicurava
lordando del mio orgoglio la livrea.
Del cuore la purezza poco conta
ed anche se la verità è fiorita
l’Olimpo per l’offesa non si adonta
nel vedermi nudata margherita
e come il cieco vate mi racconta
pagavo il suo capriccio con la vita.
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