Il cuculo folgorato
Willy Zini
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Alfine alla sera
il cuculo cantò -
stormì fino a lacerarsi
in foglie, le sue ali di luna
sbattevano – flap! flap! flap! -
ma fuori, lontano un macabro ronzio.
- Locuste! Cavallette!
Che ci salvi il buon Dio! -
il cuculo stridé:
in piazza impazza un'orgia!
un ricco ciccione ignorante, re del
mondo! Dal fango, in melmaglia cogente
s'erge il principio della carne nel quid dell'Attimo
dello schiudersi in afflato – vergine, il pensiero s'inganna,
pendente in eterno alle soglie del niente! Servo impotente!
Per quel bruscolo, per quel briciolo d'eternità, voi Adami folli
in preda al richiamo di Sirena! – è qui la soglia, non la rimirate; stolti?
Qui - all'interno dell'eterno, dove un flusso vulvatico si contorce e s'irradia
in miliardi di frammenti di esseri/nei/mondi spruzzati in un effluvio di vite incoscienti,
vite che si moltiplicano e s'ingozzano di vana vanità per sopravvivere e morire e rinascere
dal marciume in fiore, carbone il diamante, l'amore – l'odore svampisce, e voce, mia voce, nonvoce -
(silenzio!)
Il cuculo morì,
addormentato.
©
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L'autore
Willy Zini
Willy Zini nasce a Bormio il 12 maggio 1990. Coltivando da sé interessi letterari e artistici ha iniziato a cimentarsi nella scrittura sin dalla sua adolescenza. Laureato cum laude in Scienze Umanistiche curriculum filosofico all'Università “Carlo Bo” di Urbino, Willy vive dividendosi tra la Romagna e la Valtellina. I
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Merlino26 novembre 2016
una lirica a dir poco folgorante. i versi scuotono dal torpore di questi tempi uomini che sotto un 'padrone' svendono l'essere. Il poeta ci sorprende sempre per l'intensità delle sue riflessioni, del suo 'guardar' sul mondo. Ammirato, come sempre

