Voglio sia poesia

Quale il mio delitto?
L’essere in disparte,
senza vezzeggiare
l’odi dei salotti?
Scrivere recondito,
profondo, irraggiungibile,
questa mia poesia,
che proprio non conosci,
lungo quei sentieri
mai tracciati invero,
pervicato all’ombra
dell’essere poeta?
Cos’è che stai facendo?
Ordunque tu mi leggi!
Com’è che nel frattanto
non te ne senti parte?
Te ne farei domande
da fartene avvilire,
ma io non cerco questo,
voglio che sia poesia.
E quindi dico grazie,
grazie all’ispirazione,
a quell’insopportabile
voglia d’opinione
Ed alla fine a te,
che ancora stai leggendo
sebbene avrai capito
che già si sta finendo.
©
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L'autore
Alephso
Qui rendo me stesso, scrivendo attento l'opinabile sentire che ascolto nel mio essere inintelligibile.
Commenti (1)
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Giuseppe Vullo1 dicembre 2016
Amare la poesia ed essere poeta non è cosa da tutti, perciò caro poeta o poetessa, complimenti per il fraseggio ed il verseggio.

