L'irragionevolezza
Calma d'ombra
di un sogno cieco
nella strada
camminavo solitario
la gente silenziosa
assopita al fresco tetto di casa,
oziosa
nella metà d'agosto
che il sole accalda
la luminosa stanza.
Il passo lento di passeggiata
e lo sguardo felino
nei dintorni ameni
mandavo così l'anima
quieta passeggera
in quel tempo d'aria serena.
Il respiro era un fruscio
di foglie d'alberi
nel vialetto o nei giardini
udivo un rumore appena
dell'auto anch'essa
sommessa a questa nullità
di vita quotidiana
al solito massacro
di sopravvivenza gli uni
contro gli altri, odiosi
calpestii di tutti.
Ora libero dallo sgretolar
di voci sbraitanti assurde
nella colpevolezza del delirio
fulminavano ogni finestra
aperta sul sacro giorno
nuvoloso e scuro d'irragionevolezza.
©
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