Mi sono esposto
Saverio Chiti
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Mi sono esposto da una finestra
che proprio non dava sul cortile,
eppure la vista non era male
se non fosse stato per quella mancanza di luce
che oscurava la mia veduta
ben più del normale...
Ogni cosa però pareva fuori posto
un albero che spoglio si nascondeva in quell'angolo al confine del giardino,
e piccoli e sparuti fiori piantati in vasi disseminati alla rinfusa
fra vialetti inghiaghiati e aiuole ormai secche,
per non parlare di quel tavolo zoppo contornato da sedie vecchie
che fanno bella mostra di sé, sotto l'altrettanto vetusto porticato.
Ma è all'orizzonte che tutto diventa incanto...
Laggiù verso il pallido tramonto
un sole smuore la sua luce dietro verdi colline coltivate
dove il grano aspetta la doratura
e frutti ancora acerbi
attendonno il colore da madre natura.
E poi, guardando meglio verso il cancello semichiuso
ho visto spuntare il tuo viso
da dietro quei tuoi occhiali scuri,
sembravi in attesa della mia figura
che credo ti fosse poco nota
poiché sembrava sperso quel tuo sguardo di fanciulla.
Chissà cosa ti aspettavi, vista l'ora
forse un invito a salire quelle ripide scale che portano a me
o almeno il mio saluto, così tanto atteso dagli occhi tuoi
che verdi come il mare dopo la tormenta
mi sono apparsi come un isola su cui naufragare
se solo, alla tua vista
si forgiasse quella consapevolezza in me
che ho d'amarti, senza conoscerne il vero significato.
Mi sono esposto, oggi
con la speranza di trovarti seduta nel mio giardino
benché fossi cosciente del suo degrado
che però non rispecchia il mio io,
visto il mio essere presente nell'attivo d'ogni giorno
dove vivo in silente agonia ogni stilla del tuo amore.
©
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L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
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