Ancor vorrei
Ancor vorrei sentire l’abbaiar della Lilla
della Dora in quelle estive calde notti
al lucente chiarore della Luna e della
figlia del limo i gracidar in quel fossato
ancor vorrei sentir il muggito nella stalla
dei nonni di quel ultimo da poco nato della
civetta il verso lugubre che in me fanciullo
voce segno era di spavento ancor vorrei
sentire nella notte di Natale il velato
dolce suono delle cornamuse le voci
udir care vorrei delle persone tanto
amate ma il muro del tempo da tempo
ha isolato rese sorde queste voci del passato
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L'autore
giuseppe gianpaolo casarini
Nato a Milano il 25-04-1940 Residente a Binasco (MI) Pensionato Dr. in Chimica Industriale M.Sc. Specialista in Scienza e Tecnica dei Fenomeni di Corrosione
Commenti (2)
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Giuseppe Vullo6 dicembre 2016
La nostalgia della propria infanzia e del luogo natio, sopratutto nel periodo di natale e ancor più intenso. Sentir gracidar le rane nello stagno, muggir la mucca nella stalla e dulcis in fundo sentir il dolce e natalizio delle cornamuse e la festa dentro il cuore dei ricordi.
Eolo2 marzo 2018
Testo di memoria antica, di racconti d’infanzia vissuta, sentita ora nel ricordo e nel rimpianto di momenti che non ritorneranno. Tutto è indelebile qui, le atmosfere narrate in un momento sospeso di tempo che commuove

