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Ribellione 8 dicembre 2016 · lettura 2 min · 1560 letture

L'eterno ritorno dell'uroboro

Willy Zini 307 poesie pubblicate
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Non v'è più senso nelle parole, o significato, o responsabilità. Là legalizzano le armi, qui le lingue, non le orecchie. Vedo l'ondata ingrossarsi e stupido non comprendo. - Liberté, egalité, fraternité! - sentito il padrone, compagni di gregge? Pecore assuefatte di padroni, puttane asservite al dio capitalista - la mia vita è solo mia! - Ma badate – voi! voi! voi! - è un'etichetta troppo semplicistica, è una pericolosa sordità. E infatti cosa sono gli intellettuali, se non pecore, pecore, pecore! E Aristotele? Pecora! E Kant? Pecora! E Kierkegaard? Pecora angosciata! Angosciata, sì, ecco la differenza - quando senti il rumore del lupo e tutti ti sbeffeggiano, quando capisci il destino - macello e orfano di certezze, scordi quasi te stesso. Non v'è più senso nelle parole, e noi? Ridotti ad eterno sospetto accusante se stesso, a un narcisistico "vociar - cybernetico" che s'inveisce allo specchio.
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L'autore
Willy Zini

Willy Zini nasce a Bormio il 12 maggio 1990. Coltivando da sé interessi letterari e artistici ha iniziato a cimentarsi nella scrittura sin dalla sua adolescenza. Laureato cum laude in Scienze Umanistiche curriculum filosofico all'Università “Carlo Bo” di Urbino, Willy vive dividendosi tra la Romagna e la Valtellina. I

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Commenti (1)

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Merlino9 dicembre 2016

una poesia degna d'esser considerata forza dirompente che spezza ogni abuso di questa società che dileggia le coscienze e deturpa la bellezza della libertà umana. Mi scuso con l'autore per il confronto ma non posso, leggendo, non ricordare l'incontenibile e dirompente rabbiosa denuncia di uno dei più grandi poeti, a me caro, dell'ottocento che è l'immenso Rimbaud. Dissacrante denuncia, coraggiosa, di una società dedita all'omologazione. Un grande testo, un grande poeta