Quel povero antico mio Natale
Va il ricordo a quel tempo di Natale
poche le luci poveri gli addobbi
solo il suono delle cornamuse
che non allegria inver per le vie
spandeva ma come di mestizia
annuncio che forte la povertà
regnava ma or che luci tante
variopinti addobbi babbi natale
alle finestre suoni roboanti tanto
bancarelle colorate ricchi mercatini
spaesato mi trovo come fuori tempo
e tanto vorrei ritornare a quel antico
senza luci senza addobbi con quella
nenia triste ma caro povero passato
dove sulla mensa mia di Natale allora
grande festa gioia portavan alla famiglia
un panettone e di spumante una bottiglia.
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L'autore
giuseppe gianpaolo casarini
Nato a Milano il 25-04-1940 Residente a Binasco (MI) Pensionato Dr. in Chimica Industriale M.Sc. Specialista in Scienza e Tecnica dei Fenomeni di Corrosione
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Condivido in pieno. Era quello il vero natale. (Ausilia Giordano)
Bei versi colmi di nostalgia per un Natale (Alberto De Matteis)
che non c’è più. Buone festività natalizie. (Alberto De Matteis)
Un caro saluto. (Alberto De Matteis)
Commenti (1)
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Alberto De Matteis23 dicembre 2024
Un Natale d’altri tempi, semplice, spontaneo, senza tutto il frastuono di oggi che non fa altro che annebbiare mente e cuore. Il suono della cornamusa, se pur malinconico, dava serenità e gioia all’anima. E poi bastava un panettone e una bottiglia di spumante per rendere imbandita una tavola. Versi molto belli e suggestivi per un Natale che non c’è più.
