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Amore 11 dicembre 2016 · lettura 1 min · 5161 letture

Gli occhi tristi di mio padre

Sergio Melchiorre 988 poesie pubblicate
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Ricorderò per sempre il tuo sguardo malinconico che custodiva la claustrofobica prigionia della miniera di carbone e la libertà della Resistenza. Il tuo assordante silenzio riecheggia ancora come un’eco ammutolita nella valle dei miei rimpianti. Nella strada sperduta dei sogni affranti mi assilla la voglia irrefrenabile di abbracciarti in punta di piedi. Contemplando l’immensità dei tuoi occhi tristi, papà.
#Sentimento#Felicità#Amore#Vita
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Scrivere è un po' come fare i minatori di se stessi: si attinge a quello che si ha dentro, se si è sinceri non si bada al rischio di farsi crollare tutto addosso. (Andrea De Carlo)

L'autore
Sergio Melchiorre
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Commenti (3)

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carla composto11 dicembre 2016

lirica commovente il ricordo di un padre il ricordo dei suoi occhi tristi opera che arriva al lettore e tocca il cuore elogio sincero

Angela Schembri11 dicembre 2016

Una meravigliosa dedica al padre, questa lirica, in ricordo dei sacrifici da lui affrontati. Una dura, nera e silenziosa miniera che ha racchiuso per tanti anni la sua tristezza ma il ricordo delle sensazioni rimane impresso dentro agli occhi. Un sincero elogio al poeta che fa avvertire in questi versi le emozioni e sensazioni.

Giuseppe Vullo12 dicembre 2016

Stima e ammirazione per questo autore poeta verista. Il tema di questa prorompente lirica mi solleva forti risonanze emotive perché mio padre ha fatto il cammino della speranza, vedere il film di pietro Germi e Fellini, girato proprio al mio paese. Mio padre partito, anni 50, clandestino da un paesino della sicilia, arrestato in francia e spedito in Germania nelle miniere di ferro della Saarland. Ancora complimenti a questo grande autore.