649 lettori online · 356.816 poesie · 7.573 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Fantasia
Fantasia 14 dicembre 2016 · lettura 5 min · 1193 letture

Colpevole

g
gabriele vacca 162 poesie pubblicate
+ Segui
Tendi l'orecchio intorno e pur nel sito in fondo sentirai ogni giorno che questo strano mondo si scalda come un forno e diverrà infecondo. E' già stanco il pianeta di sopportare il peso di ritrovati usa e getta: di un randagio indifeso e dell'autocivetta: di un bandito sorpreso mentre grida vendetta: di un viadotto sospeso e di una gara scorretta: dello spazio conteso da una cerchia ristretta che ormai tutto si è preso. Il mondo è ormai strapieno di liquami nocivi e di ferraglia di carrette del mare sul tirreno e flotte che ingaggiano battaglia: terroristi, che fan saltare un treno celandosi poi con la gentaglia: i tifosi si scontran sul terreno e i giocatori stano a meraviglia. Rifiuti buttati tutti i giorni fin sui siti più ameni: fuori porta e dintorni son spettacoli osceni e desolanti contorni: non si può vivere sereni con scorie e gas degli altiforni e i polmoni impregnati di veleni. Non son lievi profumi che assiduamente annusa e tanti malcostumi rimangon senza accusa: coscienze senza lumi che non chiedono scusa ideali in frantumi di una cultura ottusa. Siam diventati ormai produttori coscienti di grandi letamai: e si continua imprudenti a causare dei guai devastando civiltà esistenti. La terra ha sempre superato climi e temperature sorprendenti: il diluvio universale ha minacciato la scomparsa di tutti i continenti: ma le glaciazioni han richiamato masse di acque incontinenti e il globo si è spesso ritrovato con nuovi imprevisti mutamenti. Dove son terremoti è già scontato che nella crosta vi sono spostamenti lasciando un profondissimo fossato negli abissi dei mari turbolenti e dall'oceano oltremodo infuriato si scatenano tutti gli elementi: per millenni preciso ha funzionato finché sventati uomini potenti sfruttando ogni punto del creato prosciugarono tutte le sorgenti. Si va avanti ad oltranza finché c'è uno spiazzo dignitoso: continua, la brutale mattanza in modo osceno e vergognoso e piccola rimane la speranza di un mutamento prodigioso: già vediamo accorciata la distanza di un cataclisma impetuoso che sfiderà la boria e l'arroganza e pago, sogghignerà impietoso. Se consultiamo gli annali parlano di centrali nucleari che ci han fatto pessimi regali: di segretissime basi militari di uranio, causa di piaghe letali: sonde inviate su sistemi planetari rampe di lancio e stazioni orbitali diventano sempre più spettacolari nelle costose imprese spaziali: col greggio proliferan gli affari ma le raffinerie colossali inquinano, perfino i raggi solari: in TV ci saranno dei canali con gran dovizia di particolari: ma spesso riportano i giornali scienza e progresso costan cari. Il mondo si è stancato di pedofili vili e debosciati che abusano pur di un neonato: di uomini viscidi e traviati che dilagano in pubblico mercato: di donnine dai gusti delicati che godono in eccesso smoderato di impudici lesbici misfatti: i "DI: CO" minacciano un ricatto se non verranno accettati. Natura ci ha fatto intelligenti e diamo valore a questo dono progettando automobili potenti che filano veloci come il suono: ma i gas usciti dagli scappamenti han peggiorato il buco dell'ozono: il sole manda raggi più roventi diradando il fulmine col tuono. E continua la corsa piena di botti e mosse: se non si trova una risorsa il viaggio continua a luci rosse con l'asse stretto sulla morsa per evitare disastrose scosse. Eppure ancor si muove pur se ogni tanto trema: e non sarà il fulmine di Giove a sconquassare il sistema ma quando a lungo piove per molti è l'ora estrema: altri fuggiranno altrove scansando il grosso problema. Se il cellulare squilla rispondi alquanto scocciato credendo sia l'amica che ti assilla ma ti accorgi che ti sei sbagliato: è un agente dalla voce arzilla che chiama, dal commissariato: e subito si accende la scintilla pensando alla droga che hai spacciato: forse dovrai rivendere la villa prima che t'abbiano incastrato. Questa è l'immensa pattumiera che tutto quanto accoglie nella sua grande sfera: ma se il ghiacciaio si scioglie dovremmo recitare una preghiera per sfuggire all'onda che ci coglie: inonderà il deserto e la brughiera occultando per sempre care spoglie. Se devi andare a spasso specialmente di sera prima inserisci l'antiscasso: e se bevi un bicchiere di barbera non guidare con fare da gradasso se vuoi tenere la patente intera: e cerca di fare poco chiasso senza agitare troppo la bandiera.
♥ 0 💬 1
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
g
L'autore
gabriele vacca

Gabriele Vacca è nato a Villamar pr. di Cagliari nel lontano 07 07 1934, ha frequentato la scuola d'obbligo con ottimi voti. Da 11 a 13 anni ha fatto il manovale nell'edilizia, poi ha praticato per 4 anni la bottega per mobili su misura, diventando un affidabile mobiliere. All'età di 27 anni ha emigrato in Svizzera, do

Tutte le opere →

Commenti (1)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
A
Antonio Terracciano14 dicembre 2016

Anche se sul contenuto di qualcuno dei numerosi versi di questa lunga poesia non sono d'accordo al cento per cento, l'opera mi è piaciuta, perché le rime riescono ad ammorbidire alquanto la potente ribellione al mondo in cui viviamo che scaturisce dall'animo dell'autore. Il messaggio che egli lancia sembra essere questo: la terra soffre già di tante sue malattie, contro le quali non possiamo fare niente; cerchiamo almeno di non peggiorare il suo stato di salute con scriteriate scelte delle quali solo il genere umano deve ritenersi responsabile!