Ho abusato nel sorseggiarti
Resta ancora un poco
accanto alla mia sbornia
finché i fumi della tua pelle
nel sonno mi trascineranno
Lascia che sia la tua mano
con quella delicatezza innata
a ristabilire un palmo d’ordine
nel subbuglio del petto mio
Già le palpebre si rilassano
in una sorta di limbo perfetto
il respiro scende dal cornicione
dov’era preda delle vertigini
Sto sprofondando in mare
ma so che presto riemergerò
sincerandomi che il tuo sigillo
profumi ancora nei miei occhi...
...come se gli abissi fossero un giardino.
©
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