L'edera
In un angolo dimenticato
intrecciata dalla mia tristezza
ingabbiata nei colori di un arcobaleno
artigliato da un aquila reale.
Stavo seduta su un masso
tra le mie statiche stagioni
aspettando il vento dell’oblio
nelle sue spire assopirmi per sempre.
La mia anima or vedo
fluire da pulviscoli di cenere
detergersi in schiumose onde
poi planando
si innesta nella mia terra.
Germogli nuovi sbocciano
la loro fragranza inonderà
il mio insapore mondo
riconsegnato alla rampicante
edera.
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Commenti (1)
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M
Mauro Zappi7 dicembre 2005
C’è tanta speranza nei tuoi versi... e voglia di nuovo! Brava...! Mauro