Sangu e suduri
Mi chiamo Elisabetta Randazzo e vivo in Sicilia, a Bagheria. Da piccola amavo stare in compagnia di mio nonno, Antonio Landolina, amavo stare con lui perché tra le altre cose era anche un Cantastorie e m’incantavo ad ascoltarlo. Non credevo di poter scrivere, in quel tempo… ma con il passare degli anni sentivo cresce
Commenti (5)
Una poesia di denuncia, realistica, ma anche un canto di rabbia.l'uso del dialetto rende più realistiche le figure che sembrano proiettate in tutta la loro indifferenza, spettri senz'anima.
L'uso del dialetto rende più vera e più reale la denuncia fatta dall'autrice, che ”dipinge” questi uomini nel loro habitat, usando proprio il loro linguaggio. Tutto comunque con eleganza che sempre la contraddistingue.
poesia che vibra e fa vibrare... una voce profonda che alza un'invettiva contro il dolore che uomini infliggono all'universo donna, a volte solo per il loro essere uomini per cui vedono solo le loro mete, i loro bisogni i ”banneri di vittoria”... metafora molto apprezzata che dice molto e più di tante altre parole Dolore antico e attuale. Versi che emozionano!
E' tosto da comprendere il dialetto siciliano, però com'è dolce e musicale! Sembra fatto apposta per scrivere poesie, e l'autrice l'ha fatto con grande maestria.
Il dialetto, musicale, aspro e dolce, insuperabile per trasmettere emozioni immediate, e per far pensare.

