Profusioni

loro chiamano vetta ogni altura
ed ogni stella nominano cometa.
Zigomi alti incontro a furori,
cuore in sobbalzo a reggere ardori,
lingue asciutte innalzate ai germogli
E uno scompiglio di sensi aperti;
falde sotterranee che fan tremare
il labbro della commozione
Ed io non posso non dire,
in questa comunanza di fiati,
l’attracco alle loro lingue,
la profusione di voci
in cui dimentico la mia,
la soffregata mia pena;
solletico sulla ferita.
Come ora, che su alfabetiche dinastie
bianco è il Natal
se pur di neve rappresa in rossi rivoli,
perché "A Natale si può",
tanto che "Forse è Natale anche in paradiso",
ma non per quelli che
"Babbo Natale hanno ucciso"
e via dicendo lungo ortografie.
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L'autore
Anna62
Commenti (1)
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Francesco Rossi21 dicembre 2016
Una poetica che apre spazi di riflessione importanti. Commentare il contenuto appare arduo sia per le valenze interiori che manifesta sia per quella capacità di esprimere senza offendere le coscienze altrui. Solo una nota di merito da parte mia per una poetica che spazia e giunge diretta a chi legge la poesia.

