Uomini come randagi... Buon Natale a voi

Sono nato il 15 giugno 1971 a Saronno in provincia di Varese e dall’età di 13 anni vivo a Caltagirone in provincia di Catania. Sono educatore presso una comunità di minori da ventisei anni e amo il mio lavoro. Ho due figli che adoro. Amo la quiete ed il silenzio. Scrivere mi aiuta a sentirmi meglio quando la tristezz
Commenti (17)
Quanta ipocrisia, quante belle parole si sprecano in queste feste che esaltano i veri sentimenti per poi voltare le spalle e soprattutto gli occhi a chi è emarginato non solo dalla società ma dalla vita stessa. Una bellissima opera su cui riflettere e mettere la mano sul cuore.
Ricordiamoci che c'è sempre qualcuno meno fortunato di noi per cui la parola festa non esiste. Una lirica molto toccante che apre il cuore verso chi non pensa ai cenoni ma a un tozzo di pane per sopravvivere. Commovente.
quanta sofferenza e ingiustizia nel mondo che in modo particolare salta agli occhi nei giorni di ricorrenze speciali... gravissimo problema che non si finirà mai di estinguere... versi che fanno riflettere...
un sentimento pienamente condiviso che lascia il lettore amareggiato per le ingiustizie che una società dedita al consumismo perpetra nei confronti dei più deboli, un plauso
C'è un mondo che copre il pensiero con l'ipocrisia, solo per avere di più materialmente e chiude gli occhi dell'anima per non "vedere" e c'è chi umano come gli altri ha perso proprio tutto, condivido il dire di questi versi.
Una bellissima poesia dedicata ai più sfortunati, dettata da un cuore sincero, dove regna tanta bontà e sensibilità! Complimenti al poeta che ha raccolto tanti versi dolcissimi per scaldare il cuore a tutte le persone che incontrano tanto freddo nella loro situazione!!! Apprezzata veramente!!!
tanta ipocrisia in questi giorni ... quanta verità in questa lirica ach'io non sono razzista ma mi vien da pensare che c'è tanta gente agli angoli della strada senza una casa senza un piatto per mangiare ...gente che aspetta una pacca sulla spalla una calda coperta per ripararsi... perché non dobbiamo dar loro la stessa attenzione che diamo agli immigrati ... una poesia che arriva all'anima che porta a riflessione anche per tuta questa gente è Natale!!!!!! elogio ed apprezzamenti
Politiche ingiuste e inspiegabili, che portano aiuti solo a persone d'oltremare, senza poggiare un solido pensiero a chi, nella penisola, ha seriamente bisogno di sostegno umanitario... Poesia molto apprezzata
Condivido il Tuo pensiero. Purtroppo possiamo solo usare la parola ma non possiamo niente difronte a chi non eletto continua a Governarci. Una solida riflessione che deve alzare lo sguardo degli Italiani su quello che sta accadendo. Complimenti!
Eppure sono nostri fratelli e sorelle questi barboni, fanno parte della nostra stessa umanità. Noi, comunque, giriamo con indifferenza le spalle verso questa umanità sofferente. Molti di loro prima di scivolare nel baratro, avevano una casa, una famiglia e un lavoro ma poi hanno perduto il lavoro e... si sa, le bollette si accumulano, il mutuo non si può più pagare e a poco a poco, si passa dall'altra parte della barricata. Bisogna che si capisca questo perché può accadere a ognuno di noi in questo periodo di crisi in cui i poveri diventano sempre più poveri.
Mi sembra di riconoscere un luogo di Palermo un tema scottante ed una evidente ingiustizia nei confronti dei poveri Italiani, forse perché e soldi e la speculazione della pseudo solidarietà europea va solo in direzione degli immigrati, poi i nostri barboni che crepino pure!
Una forte denuncia sociale nei confronti di un mondo sempre più indifferente "all'altro"; tuttavia i versi lasciano intravedere una possibile maggiore sensibilità.
molti fuggono dalle guerre che abbiamo provocato noi occidentali, i poveri non hanno bandiere e nemmeno colore della pelle, subiscono ingiustizie, chi per le guerre o come da noi il malaffare, le oppressioni la poca onestà, allora chi ci va di mezzo è l'ultimo degli esseri umani. I nostri politici hanno distrutto il tessuto sociale costruito col sudore dei nostri padri e nonni. Per un pugno di voti ti fanno credere cose che sanno già in partenza di non poter mantenere, a loro basta che la gente abbocchi all'amo della loro sete di potere. Non facciamoci ingannare dai politici disonesti. Stanno evocando una guerra tra poveri. Grazie, Poeta, la lirica ci ha dato modo di riflettere e disquisire.
Uomini e donne come noi... nati e accuditi da braccia calde dal primo vagito, ora un marciapede, una panchina ad accoglierli nell'indifferenza del passante, nell'indifferenza di chi ieri a Natale è andato in Chiesa e magari ha fatto l'elemosina, quando il bisognoso ce l'aveva sotto gli occhi, bastava aprire il cuore. Le frasi di circostanza non servono a donare un tetto, del cibo, del calore, servono a pulire le coscienze... coscienze cieche di fronte all'ingiustizia, menti ipocrite... Perché comunque se trovano una persona avvolta nel cartone volgono lo sguardo... dall'altra parte... e poi magari parlano della solidarietà e dell'importanza del Natale e mangiano il corpo di Cristo e si scambiano il segno della pace.
Quattro anni fa, proprio alla vigilia del Santo Natale conobbi una donna che viveva per strada e dormiva con il suo amato in un vagone (barbone) metto tra parentesi questo termine proprio perché considero questo termine dispregiativo, comunque la mi sette una grande lezione di vita... Il suo ottimisto, la sua solarità nonostante la vita gli abbia preservato tutto quello che stava vivendo, dalla ricchezza alla povertà...
Una triste realtà messa in evidenza dal bravo poeta che accende riflessioni e ragionamenti. Sì, è vero, anche loro meritano un aiuto... sono nostri fratelli, sono nostre sorelle... non devono essere abbandonati, vanno aiutati e protetti. Un testo di grande significato.
Una lirica pienamente condivisa, oltre il commento di Anna Rossi che esprime il mio sentimento. Troppe sofferenze e ingiustizie in questo mondo, Natale perde la sua vera essenza... grazie all'autore. Il lettore ne esce conscio e amareggiato.














