Due versioni della vita
A volte ti schiaccia crudelmente
la vita, da lasciarti impotente
su quello che medita la mente:
ed incalza ancora più vilmente
quando avresti bisogno veramente
di un piccolo aiuto molto urgente.
E non s'intenerisce la fetente
quando ti trovi oppresso:
continua a molestarti, insolente
lasciandoti sempre più depresso
e a volte trascina la tua mente
a riposar vicino ad un cipresso.
Ma prima di portarti a questi passi
ti fa ballare sui carboni accesi
e ancora ti sbatacchia come i sassi
dall'impetuoso fiume presi:
a volte, rallenterà i tuoi passi
caricandoti ancor di enormi pesi.
C'è chi attende invano la risposta
da una legge, che non fa giustizia
dove la verità resta nascosta:
si muove con calma e con pigrizia
e dal giusto castigo si discosta
portando la sventura e la mestizia.
L'esistenza, ci dicono i vangeli
è come premio, che ci fu donata:
chiedo scusa al Principe dei Cieli
ma penso che ci sia stata rifilata:
molto arcigna ci appare e senza veli
taccagna, e in molti casi, ingrata.
Quando la vita scorre molto lenta
è segno che le cose vanno storte:
ogni luce diventa come spenta
quando si riducono le scorte:
ed ancora di più essa si avventa
quando le tue speranze sono morte.
Ma a volte si presente più beffarda
quando promette, e poi ritira tutto:
ti prende sui fondelli la maliarda
fregandosi che l'altro sia fottuto
da una vita misera e bastarda
che mai ha dato, ma soltanto avuto.
Questa è della vita una versione
forse la peggiore, umanamente:
ma se fate un poco d'attenzione
noterete, che il distratto scrivente
dimenticava di fare un paragone
con una vita molto più splendente.
La vita, come spesso detto
è fatta dii pene e di tormenti:
ma l'altra faccia del quadretto
ci mostra dei volti sorridenti:
non fu certo fatto per dispetto
ma fu natura a farci differenti.
Quando la vita è bella
pure i dispiaceri sono assenti:
le piace la linea molto snella
e volentieri accetta i complimenti:
farà brillare sempre la fiammella
e miseria non c'è che la spaventi.
Chi può francamente definire
che aveva la camicia quand'è nato
sicuramente ne potrà gioire:
il futuro brillerà come il passato
ore più belle non potrà scandire
perché appartiene al ceto fortunato.
Qualunque cosa faccia
per lui è sempre festa
pure se dà la caccia
al re della foresta:
la fortuna l'abbraccia
e giammai lo calpesta.
E non lo molla la sua buona fata
neppur quando scommette sui cavalli
e con grande rispetto essa lo tratta:
l'accompagna su pei monti e valli
in seno alla cerchia più pregiata
portandolo sui più alti piedistalli.
Tienilo stretto più che puoi
il ciuffo della Dea bendata
appassionata degli affari tuoi:
sfrutta la versione fortunata
fin che paga con denari suoi
e ringrazia la Venere dorata.
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L'autore
gabriele vacca
Gabriele Vacca è nato a Villamar pr. di Cagliari nel lontano 07 07 1934, ha frequentato la scuola d'obbligo con ottimi voti. Da 11 a 13 anni ha fatto il manovale nell'edilizia, poi ha praticato per 4 anni la bottega per mobili su misura, diventando un affidabile mobiliere. All'età di 27 anni ha emigrato in Svizzera, do
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