E pace fu
Io ti darò del tu se mi consenti
e non impressionarti dei commenti:
eravamo distanti, eppur presenti
stando vicini, eravamo assenti.
Non merita pena chi è leale
perché il destino fu fatale
e dell'esiguo peccato veniale
sarà scagionato da ogni male.
Non ti dimenticar che nella vita
ci sono pochissime occasioni
e se per caso perdiamo la partita
non ci saranno più tante adesioni.
In pace ormai riposa la sirena
e vive un'esistenza più serena
e dice, mentre la coda dimena
da contendenti, facevate pena.
Or se non m'inganno siamo in pace
ed abbiamo sconfitto il dio pagano
sotterriamo l'astio nella brace
e se ci tieni, stringimi la mano.
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L'autore
gabriele vacca
Gabriele Vacca è nato a Villamar pr. di Cagliari nel lontano 07 07 1934, ha frequentato la scuola d'obbligo con ottimi voti. Da 11 a 13 anni ha fatto il manovale nell'edilizia, poi ha praticato per 4 anni la bottega per mobili su misura, diventando un affidabile mobiliere. All'età di 27 anni ha emigrato in Svizzera, do
Commenti (1)
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Angelo 20007 gennaio 2017
Serena. Davvero, di quei versi che lasciano il sorriso sulle labbra, anche in virtù di una struttura classica, ma sempre fresca. La quartina sa ancora tenere con compostezza i sentimenti!