Notti bianche - Delirio
Massimiliano Zaino
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Così presto le feste son finite,
l'invecchiar non si ferma, anno dopo anno,
assopite le speni, forse e sempre,
affanni oscuri
il cuore inghiottono,
ombre di un fior che appascise nel verno;
e conto i Sogni con i bianchi fiocchi
di neve e nebbia.
L'Ignoto mi chiama per nome.
Cosa nascondi, Notte? Tu, orizzonte?...
Come presto si insegguono le tracce
del Sole che cade nel meriggio!
Dove va? Di'! a che corre?...
Ho päura di questa
sera. Tramonto anch'io? Vivo... reprimermi!
Folli confessïòn di un Sognatore,
che tra il Vero e l'Idëale
come barca oscilla in mare
dov'è la Tempesta che infuria!
Fatal passarono
le sacre feste,
non ne rimane
che ricordo orrido...
le ore son meste,
e il Tempo va immane;
addio! mia gioventù! Invecchio e maturo,
la solitudine or specchia la mia ombra,
il silenzio mi fa eco. Il raffreddore
non passa. Ha congelato
nelle mie Notti insonni un fior d'estate,
il Fato grida! Rapace ei dovunque!
Perché ho detto - No! - alla mia gioventù?
Era eroïco forse?
Forse ho sfidata la Vita, e or ritorna,
e bieca mi inghiotte di freddi rimorsi,
son come foglie del vïale. Autunno
le agita qua e là. Cadono!
Nemmeno una si ferma qui, a raccogliere,
a rapire alle folgori del vento
un sol bacio d'Amor!...
Non restano che i Sogni!
Eterni Sogni!
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L'autore
Massimiliano Zaino
Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori
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