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Ribellione 19 ottobre 2007 · lettura 1 min · 1957 letture

Le strade di Rangun

Zima 451 poesie pubblicate
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Le strade di Rangun sono fitti fiumi di tuniche rosse e sangue versato. È finita l’ora del silenzio delle bende sugli occhi d’Occidente e un urlo sorge, come sole a Levante negli sguardi stretti e profondi nei capelli corti e ostinati ad affermare il Sacro Diritto contro ogni dolore e sacrificio aldilà di qualunque paura. Dietro sbarre di buio sotto colpi di atroci torture le ossa frantumate e le tumefazioni di corpi stuprati dalle labbra dei monaci birmani alzano la voce e lo sguardo sulle bandiere della Libertà
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”Possa noi essere liberi da tutti i pericoli liberi dal dolore liberi dalla povertà. Possa noi trovare la pace del cuore e della mente” preghiera che i monaci buddisti recitano contro la mancanza di tutti i diritti civili in Birmania. mi fascio di Rosso in segno di solidarietà verso questo Popolo e di protesta contro ogni dittatura... è un piccolo gesto, ma anche con la poesia si può alzare la voce!

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Zima
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Commenti (3)

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C
Corifeo19 ottobre 2007

La poesia può e deve alzare la voce, anche se temo sia una delle ultime barriere in difesa della libertà.

M
Maria Francesca19 ottobre 2007

Un grido quello di Zima per porre l'attenzione di un'altra pagina di orrore, un richiamo a riflettere sul bene della libertà e l'arroganza del potere. i tuoi sentimenti

Una bella poesia di impegno civile, un appassionato richiamo agli orrori che in questi giorni hanno insanguinato quell'angolo incantato d'Asia... un'invocazione poetica che vuole innanzitutto scuotere e incitare gli animi di tutti noi per spingerci ad unirsi all'urlo di libertà di chi è oppresso e chiede semplicemente di poter vivere da essere umano... grazie!