Elegia a un Airone
Massimiliano Zaino
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Airone pensieroso! Muto sguardo,
un occhio perforante, becca le ombre
delle nebbie sui campi.
Immobile e leggero! Quanti lampi
ha veduti nel scorso anno d'estate!
Tace! Ha piume di cenere e di fango.
Mi scorge. E poi mi fissa.
Segue i miei passi. Due corvi fan rissa
per un verme soltanto. Li odo; ei li ode.
Io rido! Ei resta impassibile sempre,
inesorato e fiero come un Mostro
che dalle vette domina funesto.
Mi guarda... mi accompagna,
come un re ne difende sua campagna.
È altezzoso e regale! Allunga lieve
una zampa, poi l'altra. Ancor mi guarda!
Come se fossero i dardi di un arco
agita verso me le piume e l'ale,
schiudendole al grecale dell'inverno.
Mi fissa! Il curvo collo
per sete vuole mettere in ammollo,
ma poi rinuncia per fissarmi ancora.
Mi fa päura. Sembra sovrumano.
Io! Dinnanzi a Natura che non smette
i suoi sguardi di possa,
col suo ciclo: la Vita e poi la fossa,
irriducibili ombre di Destino!
Sono io soltanto un viatòr di passaggio.
L'airone è sguardo d'un eterno regno...
un regno che tramonta in una Notte
senza la Luna.
©
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L'autore
Massimiliano Zaino
Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori
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