La paura fa settanta (1)
Luciano Tarabella
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Sebbene che un si pòle avétti accanto
ti sento appiccìata tutto ir giorno
e quando vado a zonzo per Livorno
mi sembra di vedétti in ogni canto.
Senza di te un me ne importa un corno,
disprezzo guasi tutto e me ne vanto;
rimpiatto i luccìoni der mi pianto
spece se c'è la razzumaglia intorno.
Cara fanciulla,(2) dimmi: “ove sei gita? (3)
(O caio che popò di paroloni!)
Ma davvero è finita questa vita?
Guarda in che stato sono! Ma mi vedi?
A parte ir giramento di oglioni,
ciò una tristezza che un m'arreggo in piedi.
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L'autore
Luciano Tarabella
Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,
Commenti (1)
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Karen Tognini9 gennaio 2017
I livornesi mi fanno troppo ridere, la loro ironia è unica... da tosvanaccia ti dico "bravo, mi è piaciuta"...

