Figlio sicano
In un silenzio di cattedrale
quella cresta ondulata
guardo.
Tra quei dirupi,
lo spirito che aleggia in me
e che, da sempre,
mi spinge e mi trascina
é nato.
Da ataviche sensazioni
parole e pensieri sgorgati
si son trasformati in versi.
Tra quelle rocce
dove scorre
il fiume lento della vita
in attimi d’incanto
che selvaggia
natura suscita
immerso giaccio.
Attimi che danno
serenità quasi solenne.
Sotto al loro occhio attento
tragedie e lieti eventi
miserie e grandezze
si son consumate.
Imperturbabili
nei millenni ai loro figli
l’hanno tramandato.
Ed io,
in quell’essenza
pura ed incontaminata,
sprofondo
ritornando agli avi.
©
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Commenti (1)
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Marco Canonico Baca817520 ottobre 2007
L'autore ci fa vivere le sue sensazioni descritte con versi che risvegliano l'mmaginazione e fanno trapelare un animo sensibile e capace di apprezzare anche l'arte della natura, da vero poeta.

