La mia gattina
Tu Peonia cara ultima gattina venuta
da randagia un dì a rallegrar il giardin
a casa nostra ci hai lasciati, feral crudel
mal t’aveva colpita sai nessuna cura non
speranza alcuna e poi quei venti giorni
ultimi dove lentamente a fatica sorridevi
all’amica amica mano che t’accarezzava,
quel corpicino che a stento l’ultimo sol
muovendo tra l’erba del giardin cercava
a pietà mossero il pur per te amore tanto:
su quel lettin ricorda queste le parole: bene
bene tanto ti abbian per due anni sai voluto
e poi col pianto con l’angoscia al cuore tanta
quell’esil corpicin tuo dal viso smunto e stanco
alla fiala mortal che tutti i mali lena con pietà portato.
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L'autore
giuseppe gianpaolo casarini
Nato a Milano il 25-04-1940 Residente a Binasco (MI) Pensionato Dr. in Chimica Industriale M.Sc. Specialista in Scienza e Tecnica dei Fenomeni di Corrosione
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Quegli indimenticabili ricordi d’un felino, che ha (Silvia De Angelis)
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Commenti (2)
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Berta Biagini13 gennaio 2017
Una decisione molto difficile da prendere – ma anche questo è amore – trovarsi in una situazione simile deve essere bestiale - non riesco a trovare altre parole. Eppure bisogna sempre essere pronti, la loro vita passa più veloce della nostra. Sentitissima.
Marisol5813 gennaio 2017
I nostri amici animali ci danno tanto amore e non vorremmo separarci mai da loro, purtroppo anche per loro esiste un destino ed esiste anche la sofferenza. Delicata poesia, dolcissima e commovente.

