Ancora, ancora, ancora
massimo turbi
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ellittiche tempeste ormonali
sciamano sulla pelle umida
di piaceri ancestrali
intrecciati vortici si inseguono
fra le lenzuola gettate dal vento
fra i gemente corpi lussureggianti
si penetrano con dolcezza forsennata
nel silenzio di mugolii seducenti
sognando nuovi orizzonti di orgasmi
mai raggiunti
piangevi di piacere come una principessa
al veder l'amato fuggire
ed abbracciata al mio sesso in lacrime
mi sussurrasti
ancora, ancora ancora
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Commenti (1)
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Karen Tognini19 gennaio 2017
Bella, una poesia molto sensuale... Beh, è andata via contenta...

