Fuoco di paglia
Fu in quell'autunno grigio
presso la siepe di rovo
che un triste pomeriggio
la solitudine trovo:
fu solamente un prestigio
e ancor l'amaro provo.
Io che l'amavo tanto
conobbi all'improvviso
il nostro amore infranto:
rammenterò il suo viso
che l'asciando il rimpianto
ha spento il mio sorriso.
Quando l'amore filava
con foga mi abbracciava
poi dolcemente mi amava
e sul mio cuor sognava:
ma quando mi guardava
l'anima mia scrutava.
Dolce il tempo scorreva
e d'amor mi colmava
ed ogni tanto soleva
dirmi che Lei mi amava:
la luna che splendeva
giocosamente spiava.
Ma d'improvviso un giorno
volasti via col vento
dei tuoi pensieri adorno:
l'amore in un momento
si è perso tutt'attorno
lasciandomi il tormento.
Il desiderio si artiglia
su quest'anima spoglia
che nei ricordi si appiglia
e indugio sulla soglia:
della bocca vermiglia
il ricordo mi abbaglia
quando nel dormiveglia
la passione m'invoglia:
seppur fuoco di paglia
il gioco ancor m'imbroglia.
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L'autore
gabriele vacca
Gabriele Vacca è nato a Villamar pr. di Cagliari nel lontano 07 07 1934, ha frequentato la scuola d'obbligo con ottimi voti. Da 11 a 13 anni ha fatto il manovale nell'edilizia, poi ha praticato per 4 anni la bottega per mobili su misura, diventando un affidabile mobiliere. All'età di 27 anni ha emigrato in Svizzera, do
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