Roghi a riscaldare un fiore
Ieri notte
nella neve fresca
sono uscito a cercarla.
Era pallida.
Molto pallida.
Più della morte.
E gelido era il vento.
Come il filo di una lama.
Tanto affilata da tagliare in due il cielo.
Che sia il sicario agli ordini della Signora?
Ho acceso un fuoco.
Poi un altro e altri ancora.
Finché il cerchio s’è formato.
Ma le fiamme non restano ferme.
Come se fossero condannate al rogo.
Ho cercato di bloccarne il tremolio continuo.
E’ stato tutto inutile e sulle mani
sono fiorite vesciche che in successione
sono scoppiate frastornando il silenzio dormiente.
Stamane non vedo piaghe sulle dita.
E nella neve intorno a me ci sono orme.
Le mie e le tue dopo una danza spettrale?
Dimmelo tu.
Sottovoce.
Basterà un sussurro.
Prima che la pazzia m’abbandoni.
Prima che la lucidità ti strappi dalla mia mente.
Prima che il bucaneve che stringo
in fossile si trasformi.
©
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