E si dicevano uomini
File di anime
si apprestano alla morte,
stipati in vagoni,
percorrono vie sconosciute.
Marchiati,
come animali al macello
hanno perso la loro identità.
Numeri sono diventati
ammassati in umidi loculi.
La sirena grida a gran voce
l'apprestarsi del nuovo giorno,
nuvole nere di fumo
si ergono al cielo,
odore acre
di carne umana
impregnano le narici.
Vite annientate
da uomini senza cuore
hanno trafitto cuori e corpi
di madri, padri, figli, fratelli.
Bambini inconsapevoli
continuano a sporcarsi
in pozzanghere di sangue
mentre si consuma
la brutale tragedia
che la storia
non può dimenticare.
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L'autore
rosa maria chiarello
Nata a Lercara Friddi (Palermo), vive a Palermo, è sposata ed ha due figli. Laureata in Lettere Moderne, presso l’Università di Palermo, lavora presso la Regione siciliana. Le piace definire i propri scritti “ moti dell’anima” in quanto esternazioni del proprio vissuto, delle proprie sofferenze, delle proprie emozion
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