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Dialettali 31 gennaio 2017 · lettura 2 min · 1377 letture

Gliè morto i Re (sei morto te)

Saverio Chiti 2048 poesie pubblicate
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Allor che sia risaputo il Re gliè morto, e no pè nu starnuto... È morto così, come dovea morì durato quanto un micio su l’Aurelia. Sarà stato i troppo traffio o i cardo che a candela, furminava i gonfi senza i capello, e nemmen l’umbrello parasole. Povero Re, povero me sei morto te, gliè vero ma di siuro e mi dispiace e l’anima mia un si da pace tantevvero c’ho detto na preghiera per tutti quelli che te, tu mettesti in miseria... Te lo ricordi vero, di quant’eri meschino? Sempre pronto a batte cassa e mette tutti a i lumicino... Perché te, la vita la volevi bona che ci ‘oleva ci ‘oleva belle sgnacchere e feste assai e poi i lusso dei vestiti boni e macchine così potenti da fa paura a i tremoto... e poi quaini come fosse ghiaia, tanto poi, e si pagava noi mia i ruzzaia. Ma la pellaccia sai, e te l’hanno fatta ’na lecca fra capo e collo e tanti di bei nocchini da sbucciassi le dita. Gliè morto i Re, sei morto te ora ni reame, ora, c’è i fai da te.
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L'autore
Saverio Chiti

“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad

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