Memorie
Cos'è stasera nostalgia che sento
l'anima invade e la riveste tutta
sotto un cielo coperto in larga parte
da nuvole vaganti per il vento?
E con quel soffio, sotto la sua spinta,
mi trovo a navigare nel trascorso
e torna la memoria al mio passato
di giovanili anni mugellani.
Rivedo il fiume (oh, quel torrentello
che allora mi sembrava impetuoso),
ed io da pescatore improvvisato
che non pensavo all'ironia dei pesci
che giravano attorno all'amo stanco
e sembravano ridere ai miei sforzi.
E mi beavo in mezzo a quell'incanto
tra il verde intenso e il gorgoglio dell'acque.
Vedo la Chiesa, bella nella festa
con l'alto campanile e le campane
con il loro din don che ancor mi molce
l'anima in questa età ormai lontana.
Mi riappare la casa col suo orto
che allora per incanto mi sembrava
aver confini immensi, ove spaziavo
con la mia fantasia in sogni d'oro.
E c'è la nonna che coltiva l'orto
(ne è lei padrona, e ce lo fa sentire)
c'è la sorella con la quale gioco,
la mamma sta in cucina con la zia.
Da un alto muro l'orto è limitato,
ma al di là dello stesso l'occhio scruta
una campagna che non ha d'eguali
e monti in lontananza un po' sfumati.
Poi la memoria scende al cimitero
e rivedo i parenti con gli amici
che nel gran passo m'hanno preceduto
e dormono al sussurro dei cipressi.
Ora comprendo la malinconia
che stasera m'è presa a ricordare
quella lontana giovinezza mia
che in alcun modo potrà mai tornare.
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L'autore
ex Lorenzo Crocetti
Sto solido in questo sito "come d'autunno sugli alberi le foglie". Ho scritto sotto vari nick, quali"lo strimpellatore" e altri, ma in realtà sono quel Lorenzo Crocetti per sette volte almeno cacciato dal sito per i suoi interventi, da spirito (forse troppo) libero, ma poi sempre riaccettato. E continuo a starci beata
Commenti (1)
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Vaibhava das Vito Parisi11 febbraio 2017
"Torni lo stemma, a la città fiorita, del giglio bianco sovra un campo rosso/ e dell'imper, che ridarà lor vita!"
