Ricordami
massimo turbi
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ricordami come ero infelice
lontano dalle tue pareti
quando dimoravo in esse
vicino al volto tuo
con lo sguardo che non mi Lasciava
mai andar via il cuorr mio
eppur nelle stanze tue
ove il tetto non vi era
era avvolta dai sogni nostri
diamantati di lambisci odorosi di baci
che sembravan di planare come arcobaleni danzanti
sulle vie di damasco
le pareti dipinte di follia
mi coccolavano come quando mio padre
mi sorrideva alla sera dopo il tramonto
ed io mi rannichiavo sotto le tue gonna
giocando con le calze autoreggenti
che disegnavano le affusolate
gambe bianche
che parevano un'autostrada a due corsie
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