Immortalato
Rappreso nel sangue postumo del peccato
raggruppo
intruppo
sviluppo un respiro affannoso
(non oso guardare oltre me)
quasi rantolo
ma poi
con gli ultimi guizzi plumbei
sodomizzo il perpetuarsi del solito
come fosse imprevisto
quasi casuale
allora mortifico il mio io
-io non io-
percuoto il mio duodeno stantio
defecando tanti piccoli me
infinitesimi millesimi
di una vita camminata
mai rapida
insipida solerzia saltimbanca...
quanto sono me stesso
coi panni sfitti del poeta benedetto!
Profetizzo una copula multipla ohimé
parto riparto e sparto
ingravido me sperando sia femmina
Amen
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
omissam
siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
h
hy ju11 febbraio 2017
I benedetti panni sfitti del poeta maledetto ti stanno a meraviglia: un abito su misura che indossi come una seconda pelle.
carla composto14 febbraio 2017
parte della natura vista con gli occhi del valente poeta che ci regala sempre liriche originali direi uniche il mio elogio e stima

