Lettera aperta
Cara poesia
inutile,
che splendi, che spicchi
sul foglio, che attendi la penna,
che ammicchi
al lettor che la tua follia
inutile
voglia chiamare armonia.
Cara poesia,
io non so
se alcun mai ti legga
se a alcuno tu piaccia
se alcun mai ti vegga
e ammirato taccia,
non so se ad alcun sarai cara poesia,
ma so
che a me dai allegria.
Cara poesia
infelice,
dico: non c'è danno
se a nessun tu importi,
che gli altri non sanno
la gioia che porti,
dico: non m'importa quel ch'un altro dice
di te, ma per te
se qualcun ti ascolti
ne sarei felice.
©
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