Le tasche vuote
Giovanni Perri
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Dapprima il silenzio
come la buia presenza
delle cose a sè stanti, una
perfetta neve;
poi il sentimento del freddo
appreso ovunque esitasse la lingua
a dirla interamente
la parola morte.
Non fu neanche tristezza
o quel che dicono amore,
non v'è nomenclatura.
Vennero a prendermi trentuno notti
ombre di carta e occhi di ritorno per ballare e ballai
in un punto a caso inchiodato all'aria
mi feci male
ridendo.
Tolsi la neve dalle tasche e me ne andai
come chi se ne va camminando
così, per camminare.
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L'autore
Giovanni Perri
Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia
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