Festa
Fescennine brame di future esultanze,
inconsistenti ombre di divina sostanza,
dimentiche del fatal sospiro,
che la mortal stirpe accomuna,
vanamente convergono gli sforzi
delle effimere membra
verso dorati lidi
di catastematica felicità.
Maschere lignee plasmate
su canoniche espressioni
celano indomati turbamenti
e inappagati desideri.
Con sovrumana ostinazione
combattono la sorte
ignare di peccare.
Invidioso il cielo
punisce l'eccesso
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
C
Corifeo24 ottobre 2007
Mirabile trionfo di versi che sembra ripercorrere la storia del teatro e la letteratura arcaica grecalatina e le sue tematiche.La prima strofa è di ambito latino citati i fescennini per introdurre il desiderio d'evasione che l'umanità prova nei confronti del destino mortale e conclude con un allusione all'epicurea soluzione di Lucrezio, che l'autore sembra però non condividere.Nella seconda è chiaro invece l'ambito greco da sempre animato da insanati dubbi di liceità nell'agire Eschilo insegna.
AlexMen23 agosto 2009
Mamma mia che favolose immagini che dona questa tua trepidante poesia!
