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Sociale 27 febbraio 2017 · lettura 2 min · 2747 letture

Poemetto alle creature figlie della notte

Andriuslan 135 poesie pubblicate
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Vagabondando la notte, affogando le ore svampite le membra nelle fumerie d’oppio, euforica estasi d’aria consapevole necessità che il poeta e l’assenzio si inseguono nella notte, come voce e silenzio. Ciabattando le strade e i sentieri più cupi del se. Allora riprendimi in culla notte, fa sì che possa succhiare dal tuo seno ogni acido di poesia. Rendimi nudo, strambo, rendimi gufo, inerme al tuo incanto. Tutti i tuoi sentieri, i più neri, si ricongiungono nello spiazzo della morte fonda, affranta. E negli occhi si annebbiano allucinogene alienanti favole. Trascorrimi dentro allontanami dal tempo il mio teschio pericolo ripugnato dagli sguardi per mano e per vincolo non vi entrerà in circolo. Resteranno i miei occhi bardi di chi sudicio vive ai margini. Racconterò di spregevoli creature, chiocciole che rilasciano Il sapore amaro del passaggio marchiando la terra di un laconico destino quanto mai acre, quanto mai meschino. Ombre si rigonfiano, come fisarmoniche orchestrate da lampioni. Cadono e rialzano tra loro sorretti nella più solidale inettitudine come tribù si riuniscono intorno a un fuoco ...Stretti. Le ore si assottigliano piccole, negli istanti si sprecano, nel fracasso di vetri che scricchiolano tetri come ossa di Santi. Viziosi regnano goderecci spasmi, eiaculano sanguinanti tossite parole esiziali, angusti canti. Periferie risucchiano dentro vortici spettrali, dapprima l’essere umano poi come belve animali chiuderanno fila di catene, catene alimentari... Non importa che tu sia; Un cocchiere, un araldo, un prelato, un emigrato, un mercante del sesso, un alfiere, un malato, o l’estasi di me stesso. La corsa del treno alimentato a sputi si fermerà in una grande pozza di liquidi rifiuti... Riprende fiato il destino che come ogni notte per notte mi riporterà al mattino. Consapevole della fine, la morte. La morte, della notte mia notte. Dormirà tra le mie braccia il giorno, si scioglie in un se annichilito ormai stanco di urlare forte più forte...
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inserita come "sociale" parla del dramma che vivono personaggi ai margini scarti del giorno, in prima persona anche molti poeti e artisti anime rigettate dal giorno metaforico a condannate a vivere il moto perpetuo della notte e tutto ciò che ne scaturisce. In realtà non credo sia un poemetto e neanche una poesia sociale, stenta a trovare posto come la ristretta cerchia delle creature figlie dell’oscurità

L'autore
Andriuslan

Amo la poesia leggerla e scriverla. Scrivo da sempre e di ogni cosa, mi piace inventare storie. I miei poeti preferiti sono Poe e Rimbaud, non disprezzo i grandi Italiani, trovo che la nostra lingua sia tra le più belle al mondo. Mi piace la poesia "maledetta" dei "veggenti" dell'Ottocento, la poesia horror, fino

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