Chiarore
Gettato in picchiata senza guardare
percosso, ghermito l’intralcio,
aggrapparsi per non schiantare.
Poi senza sosta. Più forte di sempre
trastullandoci d’intensa sollecitudine.
Il tuo riserbo che arrossiva indifeso
imbrattato, sfiorato dalla mia perdizione.
Così burlarsi del tempo perduto,
dei gesti ancestrali, dell’integrità vera,
del fragile ritegno, dell’azione senza paura
soffiati via per stringersi e separarsi
legati e sciolti ancora, come allora,
com’è sempre stato, completandoci ora.
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Commenti (1)
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Marinella Fois6 marzo 2017
Diverse immagini per una metafora d'amore! Bellissima chiusa!
