Lotto marzo
Tante donne ho conosciuto,
com'in un sogno mai caduto,
d'una bellezza che seduce,
donne dalle belle chiome,
donne belle come la luce,
come d'un giorno sulla terra,
che all'amore ci conduce.
Ora suono la mia chitarra,
faccio memoria della bellezza,
immagino ancora la dolcezza
ed ancora quei bei fianchi
vibrare nella notte oscura,
come un'aurora bella e pura,
vibrare in questa guerra dura
come una pace rosea e pura.
E' l'otto marzo, è primavera,
è un bel fiore di bellezza,
ma anche il ricordo d'una storia
che mi parla della violenza
di governi di falsa gloria,
in paesi di cieca boria.
Mi parla di un governo truce,
imbelle, che le donne uccise
donne operaie che a New York
lottavano per la giustizia
dentro alla fabbrica triangle,
quando l'incendio divampò,
non ci fu santo che le salvò,
non ci fu uomo che le aiutò.
l'otto marzo parla ancora
d'ogni cupo governo truce,
che ha un pensiero nero e folle,
l'otto marzo parla ancora
d'una furia d'uomo atroce,
sul corpo nudo di tante donne,
che, innocenti, le mette in croce,
d'ogni follia che al buio conduce,
d'ogni governo che mai gli da voce,
d'ogni stato che le bocche cuce
e ha un demone d'inferno,
in un falso parlamento,
un finto,
democratico duce.
Ricordate l'incendio a New- York?
Quelle fiamme bruciano ancora
sul corpo aborrito di tante donne,
ma quella strage d'oscura boria
dette coraggio e nuova storia,
antico coraggio d'umile gloria,
è il coraggio della memoria.
Tante donne ho conosciuto
di forza viva e bella gioia.
donne dalle dolci chiome,
sento in loro una pura gioia
e il coraggio d'una lotta,
forza viva, potente storia,
seducente, d'umile gloria,
un sole che nasce, per me è la lotta
della loro chiara memoria.
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L'autore
Marco Viti Benocci
Mi chiamo Marco Viti, Benocci è il nome di Domenico, il mio nonno che viveva a Montorsaio, è giusto che porti anche il suo cognome, sono molto simile a lui. Mi occupo di musica, antropologia, filosofia, pedagogia, teologia e la poesia è la sintesi di tutte le analisi che svolgo, amo la natura e le antichità, per quest
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