Silenziosa agonia
Roberto Pozzi
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Il rintocco dell’orologio
riconferma il tragico difetto,
in me rimbomba la tua melodia
come un tormento nella mente
densa di spensierati ricordi
di un’incantevole estate.
Interminabile è davvero
anche questa notte,
nelle mani d’un inetto Morfeo
il mondo esterno non smette mai
di crollarmi addosso,
e la scontata insicurezza
della tua ambiguità,
di spavaldamente riconquistare
il mio dannato santuario.
Abdicando alla torbida nostalgia
di indelebili rimpianti,
sento dentro di me
la tua impalpabile presenza,
pur citando una somma poesia,
continuo lentamente a morire
per il tuo sincero affetto
da qualche tempo distrutto
dalla mia nevrotica paura.
Credo di non essere solo
perso nelle tenebre
di quel perverso rapporto
degno dell’infame marchese,
in silenziosa agonia
rievochiamo tuttora
il nostro doloroso passato,
con la piacevole,
ma sadica tortura,
dell’inespresso amore!
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Roberto Pozzi
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