Divisi
Beniamino Strani
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Chitarre tristi,
lacrime di gioia
in mari senza onde.
Galere d'odio
e galere d'oro,
profumi sconosciuti
di desideri troppo alti.
E c'è un'altezza per tutto,
siccità dappertutto,
chi vuole acqua
e chi ha perso il sapore.
Foreste amazzoniche che furono,
civiltà del moderno torpore,
dell'assetata frenesia
che non fa figli.
Perché vogliamo racchiudere
tutto in quattro note,
senza buttare la spazzatura.
Troppo ossigeno,
troppo poco,
afriche faticose da vedere vicine,
perché lontano e solo
l'ego si accarezza.
Divisi netti,
dall'Equatore,
dal destino e paura del buio,
chi sale e chi si siede,
e la vita oggi
mi ha promesso una sedia.
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Beniamino Strani
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