Oggi, a Te, io scrivo
Mentre sei
sulle nuvole
a pensare,
a distribuire
doni e mala sorte;
nel volger delle ultime pene
perché non regali
una degna morte.!
Perché il tuo Divin respiro
non può spegnersi più
sulla bocca esangue,
in marmoreo corpo.
Perché macchina pompa
con ostinazione
nel petto fermo
finto alito di vita!
Suvvia, abbi pazienza,
solo che io ho pena
nelle notti stanche
di quei corpi freddi,
abbandonati,
tra un premer di stantuffi
e un bip d'impulso al cuore.
Si, ho pena
qui solo il rosso acceso
di una lampada fredda
o un suono di sirena
meccanico e vibrante
ti segna chi non è;
chi ha finito
d'essere dannato.
Un gesto di pietà,
solo una croce
traccia la mano mia dolente.
Poi tutto si spegne
nella solitaria mente.
©
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L'autore
Maria Francesca
Sono nata a Reggio Calabria ,ma vivo a Messina dove lavoro ,purtroppo questa città muore ogni giorno un poco di più e si allontana paurosamente da un un possibile ripresa culturale,sociale,civile,mi dispiace dirlo ma sempre più spesso é invivibile ,anche per questo conduco una vita direi piuttosto nell'ombra ,tendo mol
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