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Riflessioni 27 ottobre 2007 · lettura 1 min · 1369 letture

Oggi, a Te, io scrivo

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Maria Francesca 703 poesie pubblicate
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Mentre sei sulle nuvole a pensare, a distribuire doni e mala sorte; nel volger delle ultime pene perché non regali una degna morte.! Perché il tuo Divin respiro non può spegnersi più sulla bocca esangue, in marmoreo corpo. Perché macchina pompa con ostinazione nel petto fermo finto alito di vita! Suvvia, abbi pazienza, solo che io ho pena nelle notti stanche di quei corpi freddi, abbandonati, tra un premer di stantuffi e un bip d'impulso al cuore. Si, ho pena qui solo il rosso acceso di una lampada fredda o un suono di sirena meccanico e vibrante ti segna chi non è; chi ha finito d'essere dannato. Un gesto di pietà, solo una croce traccia la mano mia dolente. Poi tutto si spegne nella solitaria mente.
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La poesia nulla ha d'irriverente verso le religioni, in particolare La Cattolica. Ma la vita è vita va rispettata e protetta fino alla sua fine naturale con tutta la Dignità e qust'idea va difesa, propio in virtù della sacralità dell'uomo.Non occorre essere laico o cristiano per un principio così generale

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L'autore
Maria Francesca

Sono nata a Reggio Calabria ,ma vivo a Messina dove lavoro ,purtroppo questa città muore ogni giorno un poco di più e si allontana paurosamente da un un possibile ripresa culturale,sociale,civile,mi dispiace dirlo ma sempre più spesso é invivibile ,anche per questo conduco una vita direi piuttosto nell'ombra ,tendo mol

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