Non guardo, canto!
Gesuino Curreli
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Non guardo più nei rami il fico adulto
davanti all’uscio del capanno agreste
dove stavo incantato sulle creste
dei monti, in preda a un rito dell'occulto.
Non guardo le ginestre profumate,
gemme dorate nella macchia scura,
quando il sole le bacia nell’altura,
brillanti fino ai giorni dell’estate.
Non guardo il merlo lesto e diffidente
che osa oltre la siepe, nel giardino,
mi studia, poi si fida e fa l’inchino
per cogliere un nonnulla, riverente.
Non respiro la grazia e più non sento
l’alito delizioso del mattino
che mi investiva, appena nel cammino
immergevo il mio corpo a passo lento.
Ma canto il fico, il merlo, e la ginestra,
l’effluvio dell’aurora che, inclemente,
mi spoglia, e disorienta la mia mente
sorpresa, dopo il buio, alla finestra.
Mi tornano col canto anche gli amori,
in queste solitudini pudiche,
tornano le compagne, vecchie amiche,
che abitarono i giorni dei fervori.
Ogni passo ricalca anche i rumori
dei vicoli di allora, nei momenti
che esalano emozioni e sentimenti
ineffabili, e palpiti, e tremori.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (1)
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F
Franca Mugittu22 aprile 2017
Una bellissima lirica piena di ricordi e poesia. Non guardo ma canto... Il mio elogio
