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Spirituali 7 aprile 2017 · lettura 1 min · 620 letture

Pecorelle trattate meglio

Vaibhava das Vito Parisi 221 poesie pubblicate
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I farisei pensavano che, Erode, perché potente, andasse in Paradiso; ma, il Cielo, da Dio, altro stile ode; là, ascende fino a adire al seggio assiso sotto al bel Sire, chi i Suoi agnelli cura; chi, quando 'ei vede, ha lagrime sul viso. Madonna l'umiltà, Sua ancella pura, toni soavi dianzi al gregge usa; delicatezza, nel reame dura. La grazia sulle pecorelle è inclusa; là, il Sommo vuole esse siano amate; Erode non vi accede; non c'è scusa. Chiesi a Virgilio, a Seneca, al buon vate: in Cielo entra solo chi agli ovini pulì l'ovile, come in vecchie date. Ricchi epuloni, farisei, gli spini, mancano, al Regno della gloria buona; si dà onoranza al prossimo, ai vicini. Non vi è macelli, lupi, o una persona che non carezzi chi con lana scaldi; Dante cortese, con Platon, ragiona. Gli angeli, i nunzi, il Pastor buon fa araldi.
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Il ricco epulone, Erode, i farisei, pensavano, erroneamente, che, perché (pre) potenti, potessero accedere al Paradiso, ma si sbagliavano. Da primi, divennero, gli ultimi, perché massacravano le pecore, care a Gesù, per la loro fede e mitezza. I pastorelli, frugali, che le amavano, invece, pulendo loro l'ovile, socialmente ultimi, da primi andarono in Paradiso, tra gli altri beati. Ivi, la devozione delle fedeli umili, ammantatissime, al Sire, il Pastore buono, commuove, profondamente, i poeti.

L'autore
Vaibhava das Vito Parisi

Autore stilnovista, di argomenti cortesi e teologici nel contempo, tratti da basi platoniche. L'ambiente politico è quello del Sacro Romano Impero medievale, la patria morale Firenze. Osannante lo Spirito di Iddio in madonna, sotto forma di grazia, mi inchino a Signoria celeste e, di conseguenza, terrena, a potestà uma

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Commenti (1)

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Alberto De Matteis7 aprile 2017

Leggendo questa lirica di grande respiro e spessore in terzine dantesche d'una perfezione unica e dal contenuto di grande riflessione spirituale ed umana, non possiamo non calarci nella realtà attuale. Erode, i ricchi epuloni ed i farisei che rappresentano i (pre) potenti di oggi, come ben osserva il valente Autore, pensano di essere salvati e di andare in Paradiso, ed invece sono degni solo del fuoco della geenna. Chi invece aspira al Paradiso? Le persone semplici, gli umili ed i poveri. Chi si umilia sarà esaltato, chi si esalta sarà umiliato...è l'insegnamento del Vangelo. Quanta sintonia vedo tra il contenuto della poesia con le parole di papa Francesco. E sono parole che arrivano al lettore proprio in prossimità delle feste pasquali. Grazie