Carpii le fragranze dell'Altissimo
massimo turbi
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parlai con gli angeli affranti
del perduto amor
prima che il mattino tornasse
a rischiarare il sonno perduto
-per colpa del cuore suo ingrato-
e smarrii la retta via segnata
nelle idi di marzo di mille anni fa
Carpii le fragranze della luce
con le sue ombre misteriose
immaginando di fluttuar leggero
come le rondini a primavera
come se potessi staccar l'anima
con il corpo come gli orgasmi di femmine in calore
mi denudai di tutta le verità nascoste
ed interpellai l'errante eremita
sul monte poco distante dall'Altissimo
il silenzio si fece persona
entrando con felpati passi
negli interstizi dell'intimo spirito
rimasi stupito da quanta serenità
lasciò il corpo mio
dopo che se ne andò
nel fitto bosco
insieme agli angeli timorati di Dio
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massimo turbi
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