Miseria del tempo presente
Daniela Dessì
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Superficialità
nel vezzo di un linguaggio turpe,
generazione disastrata
si erge a emblema
dello squallida ignoranza.
Non soltanto la grammatica
tasto dolente
mette a dura prova l'intelletto,
autoctona lingua
in disuso, la propria,
soppiantata dall'artificiosa pronuncia
di un inglese sgangherato,
perde le tracce
del glorioso passato
da cui discendiamo.
Lontano il canto del verso
ora bistracco,
il fiorentino Dante della Commedia
dissonante
col frammentario dialettismo
che prende il sopravvento,
misconosce l'unitario sincretismo
d'impronta latina.
Bassezze del futile tempo
nel contraltare del vuoto contenuto,
immemore d'alti valori e ardue imprese
dello spirito,
perde autorevolezza,
non è che un briciolo
del vasto bagaglio di un sapere
ridotto a mero imballaggio mnemonico
di nozioni sparse,
lontano dal raziocinio
e dal concettuale piglio
di grandioso ingegno
originale.
Figli di una generazione fiera
delle proprie origini,
senza orgoglio
del patrio ardire,
dimentichiamo i nostri padri.
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L'autore
Daniela Dessì
Amo la poesia, la profondità del sentimento che ispira, quel tocco magico che vivifica ogni cosa, imprime la vita all’inanimato, nobilita l’effimero inconsistente che si confonde col nulla. Forse si nasce poeta o forse no, pochi lo sono veramente col cuore, hanno la capacità di leggersi dentro e guardare al mondo
Commenti (1)
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romeo cantoni11 aprile 2017
Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta,...; condivido in pieno le miserie del tempo presente sperando che l'unitario sincretismo dell'impronta latina prenda il sopravvento...
