Il tuo essere madre
Molte volte non parli,
ma il silenzio rimarca
sul tuo viso segni di dolore
segregati nella gola.
Vivi giorni frenetici,
angoscia di tacite parole
e sguardi pieni di collera.
Di stizza si ciba la tua tempesta,
sapendo che la loro àncora
trattiene ciò che più lor conviene.
E ti pervade la voglia di scappare,
gettar via tutti i pensieri
di cui non senti più il gusto,
che non emanano più alcun aroma.
Ed io tra di voi
ad assorbire i vostri sfoghi naturali,
a far breccia
tra le lingue del fuoco
che ti brucia dentro,
a far uscire
l'immenso ardore di madre
che ti scalda tutta;
e ti ritrovi come per incanto
il sorriso tra le labbra
per dar gioia alla tua
e alle altrui sofferenze,
dal tuo cuore sgorga,
goccia dopo goccia,
la linfa eterna
dell'amore materno,
col sogno sempre
di prenderle per mano
e con quel sorriso dir loro...
...ragazze andiamo.
©
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L'autore
Cesare Moceo
Sono nato a Palermo il 29 settembre 1953 e nel mio passato c'è la cultura di uno studente che ha conseguito il diploma di maturità scientifica e che ha dovuto abbandonare gli studi per motivi economici e d'una sopraggiunta crisi esistenziale. Ho iniziato pertanto a lavorare nel settore della ristorazione ed oggi sono u
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