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Riflessioni 12 aprile 2017 · lettura 2 min · 749 letture

Ode barocca

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Angelo 2000 171 poesie pubblicate
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Canto di un obelisco nascosto di un obelisco più basso e meraviglioso che da tempo via dal suo regale posto nel ventre di Roma svetta ascoso. Canto perché suoi parenti massicci troneggiano a San Pietro e nel Laterano e a Piazza del Popolo, e per i capricci di papi e signori svettan da lontano. Ma io canto lui, lui che tra i trasaticci vicoli e intarsi del tessuto urbano abbraccia il cuore romano. Abbraccia e conquista, e se portato fuori fu dal deserto da conquistatori lui ha conquistati a sua volta, e non sazio di imprese sì ardite non volle lo spazio che diedero ai suoi compagni. Solo chiese:"che io mi stagli". Nel cuore di Roma tra i vichi di Piazza Navona. Non credo la storia sia tale di quell'obelisco. Ma certo, tale è il sentimento che sale se lo vedo, e capisco che non c'è Vittoriano, né Via Nazionale né Colosseo né altro più colossale che a Roma più dona di quel nascosto obelisco di Piazza Navona. Canto di una piazza nascosta ed immensa, trasandata e somma stracciona ed augusta. Insomma, canto di Roma.
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Angelo 2000
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