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Spirituali 14 aprile 2017 · lettura 2 min · 3225 letture

Stabat Mater MMXVII

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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Se i tuoi occhi a me non volgi che in vil pianto, no! non reggo a' la pena tua, e a' tuoi urli, e a' tue lamentanze. Se tu mi scruti in cuore mi vergogno di questo tuo dolore, perché tuo Figlio è morto anche per me. Stai silenziosa dinnanzi a una croce, e vedo e sento che co' pugni graffi l'insanguinata terra; e ti sovviene quasi un senso di naüsea, e la spene in te, o meditabonda, più non v'è. Ininterrotto pianto ora ti avvolge, e pur sdegni che l'altre donne intorno desìderino placar la tua doglia con carezze sottili come foglia che nell'autunno da un faggio cadé. E intanto conto i miei oscuri peccati, il duolo invitto dell'essere Uomo su' i chiodi conficcati in ogni atòmo; conto le guerre sulla sua corona, Satana grida, la ridda ne danza. Mostro che non perdona egli vi avanza... e sono fango, e sono Nulla, un germe che ho perduta la via de' i Cieli eterni, sono il Sogno di un verme tra larve e scherni. E tu per colpa mia, tu! piangi, o Donna, mentre un Romano indifferente sguardo ti rivolge, e più mai non senti il Verbo parlar dal Cielo a suo Figlio, al suo Servo, e tace Iddio, e nel tacèr muore il Re. Che io possa almeno dischiudere il cuore per dargli un degno sepolcro di carne! Che io cada a' piedi tuoi Iddio a contemplare mentr'Ei l'estremo spiro va a esalare! Che io muto e in mio rossòr pianga con Te!... E viene presto il Tramonto a risplèndere. Alla mia Ánima or sarà donata la gioia del Paradiso?
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L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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Commenti (1)

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Anna6215 aprile 2017

Con uno stile denso di arcaismi, a cui non sono abituata, che riporta la scrittura nell'alveo di canoni poetici della tradizione letteraria antica. La lettura di questa lirica mi riporta a Jacopone da Todi; una laude alla Madre che piange Suo Figlio e nello stesso tempo una disamina sul male del mondo, sul senso del peccato e della colpa, sulla piccolezza umana. Il filo conduttore è la mancanza di fede e di speranza e un senso, in questo caso da parte del poeta, di impotenza e inadeguatezza che lo porta dubitare sul senso redentivo della croce.