Mormora Roma

Mormora e palpita e spunta e s'asconde
freme
ai piedi del ponte.
E sotto al palazzo, e alla Chiesa, e allo spoglio edificio
che geme
ma cela un prodigio.
Roma nascosta e evidente e coperta
e chiara
una volta aperta.
Roma sepolta dai secoli eppure ammiccante
anche ora
anche ad un passante.
E vedi quella catapecchia?
Un secol vi si è accavallato
che un altro ancor prima soverchia
e un esercito ci è passato.
E prima vi stette una stalla
e prima diè spazio a un fossato
e prima ancor lei che or traballa
ha un tempio romano ospitato.
E prima?
Nessuno mai lo ha raccontato...
eppur può ancor esser scavato!
E tu, mio vetusto acquedotto
dal progresso a sorte scavato,
quanto tardi tu sei risorto!
Ma alfin testimonianza hai dato!
Quanti altri compagni di sotto
aspettano quel che hai provato!
Quanti altri ancor pagan lo scotto
del suolo lor riutilizzato!
Roma, di sotto
hai più di un sovran spodestato.
E mormora e palpita e freme e si cela
magnifico
ancora or com'era
il prossimo tesoro tuo di chissà quale era
e in te, Roma, un'epoca sorge ed un'altra ne svela
e tu sei più bella e caotica ogn'era.
©
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